SAKURA: la sua Bellezza Effimera

SAKURA: la sua Bellezza Effimera

Il desiderio di scrivere questo articolo e di farvi conoscere l’affascinante concetto giapponese del Mono No Aware nasce da un cassetto della memoria che si riapre inaspettatamente e piacevolmente a Parigi, un mese fa circa, durante un’attesa resa interessante dai racconti sempre così affascinanti e ricchi di curiosità di Aldo Giarelli sulla cultura e filosofia Giapponese; ed è così che si riapre nella mia memoria il ricordo degli studi, di alcuni anni fa, sulla filosofia del Fiore e la concezione estetica della Natura.

Non appena tornata da Parigi vado a recuperare i manuali, gli appunti, ma sopratutto la magia e il fascino della cultura giapponese sul valore del fiore e della vita stessa che, per troppo tempo, sono stati rinchiusi in soffitta e nel profondo della mia memoria.

Penso però che per comprendere a fondo l’essenza di quegli studi sia necessario il trascorrere del tempo perché è con le esperienze che è possibile capire tale filosofia… almeno per me è stato così. Rileggendo gli innumerevoli libri che avevo studiato (ma non pienamente capito nella loro essenza) mi sono piacevolmente sorpresa nel comprendere passaggi che avevo affrontato solo in superficie, senza entrarne nell’anima. Mah.. vorrà dire forse che sto invecchiando?! E diventando più saggia?!

Il concetto di Mono No Aware può essere definito come il Pathos delle cose, un sentimento di partecipazione emotiva nei confronti dell’esistenza: la contemplazione della bellezza seguita dalla sensazione nostalgica legata al suo incessante mutamento.

Letteralmente Mono significa “cose” e Aware, all’origine aveva il significato di stupore nei confronti di un soggetto naturale ,col divenire del tempo invece ha assunto il significato di “compassione”,”pietà” e “tristezza”. Il Mono No Aware è quindi quel sentimento di malinconia che deriva dall’apprezzamento del bello e dalla consapevolezza della sua caducità, di ciò che in un momento è e che il momento successivo non è più.

Quando in Giappone i ciliegi iniziano a fiorire si celebra l’evento con un’usanza dalla storia millenaria: Hanami, che significa “ammirare i fiori” e consiste proprio nell’osservare e godere della bellezza dei Sukura (fiori di ciliegio). Nel suo significato più profondo, l’hanami è un momento di profonda introspezione e riflessione, che si traduce però in un evento festoso, in una giornata che i giapponesi trascorrono all’aria aperta, degustando sake e banchettando tra canti e danze tradizionali.

In alcuni parchi più frequentati, come il parco Ueno a Tokyo, le persone si radunano già dalla sera prima per assicurarsi i posti migliori da cui poter ammirare gli scorci più suggestivi. I Giapponesi stendono tappetini azzurri ai piedi dei ciliegi e portano il cibo nei bento, i caratteristici vassoi contenitori a scomparti. Il dolce tipico dell’hanami è il sakura mochi, fatto con pasta di fagioli e riso pressato e avvolto in una foglia di ciliegio salata.

In Giappone esistono circa 600 specie di ciliegi, con fiori  che vanno dal bianco  fino a diverse gradazioni di rosa. Nella gran maggioranza dei casi l’hanami consiste nell’osservazione della specie Somei Yoshino, caratterizzata da un fiore con cinque petali dalla magnifica colorazione rosata.

Questa particolare varietà è stata selezionata per ibridazione attraverso un particolare tipo di innesto (tsugiki), in modo tale che tutte le piante abbiano lo stesso dna. Proprio la simultaneità dell’hanami è un elemento che ha contribuito al suo fascino e al suo successo  in patria così come anche oltre i confini giapponesi. Il fatto che tutti gli alberi di una determinata zona fioriscano in maniera sincronizzata è sicuramente una circostanza che contribuisce al suo spettacolare colpo d’occhio.

Secondo la filosofia Zen, il fiore di ciliegio è infatti il simbolo della fugacità della vita umana e dell’impermanenza della realtà. Lo spettacolo meraviglioso dei ciliegi in fiore dura solo pochi giorni ed è passeggero come tutto ciò che ci circonda. Proprio questo aspetto lo rende così affascinante e unico e sono proprio l’impermanenza e la transitorietà ad esaltarne la bellezza.

La leggenda giapponese narra che la pianta dei ciliegi Sakura avesse i fiori bianchi. Un imperatore fece seppellire sotto i ciliegi i samurai caduti in battaglia e i petali dei fiori divennero rosa per il sangue di questi eroi. Il fiore del ciliegio raggiunge la sua massima bellezza poi si stacca e il vento lo porta via. Come nella vita. Questo fiore riflette la filosofia dei samurai di sopportare fino ad accettare anche il sacrificio estremo della morte.

Da qui la pianta del ciliegio è diventata la pianta simbolo dell’onore nazionale e meglio rappresenta la cultura e la visione della vita del popolo giapponese. Ogni anno tra Marzo e Aprile in tutto il paese la fioritura del ciliegio è una grande festa. Quest’anno, in pochi attimi, una catastrofe epocale ha cambiato ogni cosa. Tutto è sparito. Ma il fiore del ciliegio no. È vivo nel pensiero e nel cuore coraggioso di ogni nipponico. Silenziosi eroi, samurai di questo tempo. La loro dignità è un esempio per tutti noi.

immagini prese dal web

2017-11-14T15:33:56+00:00 14 novembre 2017|